Coinvolgere i genitori nel sistema giudiziario minorile Coinvolgere i genitori nel sistema giudiziario minorile
Luci e ombre dell’esperienza canadese.

  • Pubblicato: 1
  • Argomento: Giustizia minorile e criminalità giovanile
  • Lingua: Italiano
  • Genere: Psicologia della famiglia, Psicologia giuridica
  • Pagine: 13
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4a di copertina

I reati commessi da giovani che non hanno ancora compiuto la maggiore età sono una realtà che non è possibile ignorare e rispetto alla quale è necessario intervenire in modo opportuno. Sempre più autori sono concordi nell’attribuire alla famiglia un ruolo di primo piano sia nella determinazione delle condizioni relazionali e psicologiche predisponenti la commissione di reati da parte di minorenni, sia nel vigilare sul successivo percorso di rieducazione del giovane reo, contribuendovi attivamente e proficuamente. L’articolo esamina l’esperienza della Regione dell’Ontario (Canada), la cui legislazione da anni riconosce una notevole importanza al ruolo genitoriale in tutti i livelli del procedimento giudiziario minorile. L’analisi di una ricerca svolta nel 2009 dall’Università di Toronto mette in evidenza luci e ombre del sistema giudiziario minorile canadese e della applicazione stessa della legislazione. I risultati ottenuti, oltre a venire utilizzati dagli studiosi canadesi come spunto di riflessione per apportare migliorie a livello giuridico per quanto riguarda la provincia dell’Ontario, possono rappresentare un elemento di riflessione anche per la realtà italiana.

Abstract

L’articolo tratta su scala internazionale l’importante dibattito relativo al rapporto tra iter giudiziario minorile e coinvolgimento della famiglia nel processo penale. Sebbene l’equilibrio tra questi due elementi, che sembrano seguire regole diverse ed appartenere a contesti differenti, sia oggettivamente di difficile realizzazione, diverse sono le strategie adottate dai vari ordinamenti al fine di armonizzare da un lato le norme sulla individualità della responsabilità penale e dall’altro l’esigenza di includere la famiglia nel processo minorile, non facendo gravare solo sull’adolescente il peso della realizzazione del suo progetto di recupero. Nell’articolo viene citata un’interessante indagine realizzata nel 2009 dall’Università di Toronto che ha messo in luce pregi e difetti dell’attuale sistema giudiziario minorile nella regione dell’Ontario (Canada) in materia di coinvolgimento genitoriale nei processi penali riguardanti i giovani criminali. Analizzando le interviste fatte a diversi professionisti che operano quotidianamente all’interno del Sistema della Giustizia Minorile dalla ricerca emerge un sostanziale accordo sul fatto che lo Youth Criminal Justice Act (YCJA), ossia la legge sul penale minorile attualmente in vigore in Ontario, incoraggi esplicitamente la partecipazione attiva dei genitori e della comunità. La ricerca però mette in luce anche le critiche mosse allo YCJA: se è vero infatti che i riferimenti alle figure genitoriali sono diversi e significativi, e si trovano in numero maggiore rispetto alla precedente normativa, secondo gli intervistati l’elemento di debolezza va ritrovato nel fatto che non viene fornita alcuna indicazione specifica su come e quando le famiglie possano collaborare concretamente con il sistema della giustizia. Questa situazione di incertezza porta come inevitabile conseguenza ad un’applicazione soggettiva della legge. Oltre a ciò vengono analizzate le idee dei professionisti rispetto alla stessa opportunità di coinvolgere la famiglia in tutte le fasi dell’iter giudiziario: emerge che sebbene vi siano differenti punti di vista (alcuni anche piuttosto critici) l’esperienza canadese rimane pur sempre un riferimento per sviluppare ulteriori riflessioni avendo promosso, anche se solo teoricamente per il momento, la partecipazione della famiglia a tutto tondo nel sistema giudiziario minorile. L’articolo propone anche un confronto tra lo YCJA e le disposizioni del Codice Penale minorile italiano (D.P.R. 448/88) riguardati il coinvolgimento della famiglia del giovane imputato nell’iter giudiziario. Da tale confronto si evince che in Italia ai genitori è affidato principalmente il compito di vigilare sulla condotta del minore e facilitare il corso della Giustizia. Così come accade in Ontario, si potrebbero sviluppare anche nel nostro Paese modalità di collaborazione mutua tra famiglia e sistema giudiziario in fase di progettazione di sanzioni, rimanendo allo stesso tempo fedeli all’attuale e inviolabile principio secondo cui la responsabilità penale è individuale. Viene infine avanzata una proposta relativa al coinvolgimento attivo della famiglia in una fase specifica del processo minorile, a differenza di quanto avviene oggi.

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